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PSAL LOGO Piano mirato di prevenzione "attrezzature in edilizia"


Nell’ambito di quanto previsto dal Piano regionale di Prevenzione 2014-2018 sarà sviluppato, nel corso del 2018, un Piano Mirato di Prevenzione denominato “Attrezzature in Edilizia”, quale modello di intervento sinergico tra i diversi soggetti istituzionali, che prevede un’attività combinata di assistenza e di vigilanza alle imprese, per garantire trasparenza dell’azione pubblica ed una maggiore consapevolezza da parte dei datori di lavoro dei rischi e delle conseguenze dovute al mancato rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro.

Il Piano, rivolto alle imprese edili operanti sul territorio Ligure, verrà realizzato in collaborazione tra gli Organi di Vigilanza delle AASSLL (PSAL), l’INAIL, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro e prevede, nella prima fase, la diffusione di schede informative e di autocontrollo alle imprese, non sostitutive della normativa in vigore ma quale strumento di aiuto e supporto per i soggetti incaricati all’adempimento della normativa sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Le schede, predisposte a livello regionale, sono sia una misura di autoanalisi da parte delle imprese, utile per verificare elementi generali della gestione della sicurezza e salute nonché requisiti «basilari» che ognuna delle attrezzature analizzate deve possedere, sia uno strumento successivo di controllo da parte dell’Organo di Vigilanza.

Le attrezzature per le quali è stata predisposta la scheda informativa e di auto controllo sono le seguenti:

• Gru a torre
• Mini pala caricatrice
• Piattaforme di lavoro elevabili PLE

Fino alla metà di giugno si procederà, tramite le associazioni datoriali, alla divulgazione di detto materiale informativo presso le imprese, ad uso interno delle stesse e che pertanto non dovrà essere restituito agli Organi di vigilanza AASSLL. Contemporaneamente, a livello locale, saranno attivati, su richiesta delle Associazioni, incontri con le PSAL e gli altri Enti ispettivi per fornire assistenza ed informazioni inerenti il materiale divulgato ed il piano in parola.

Dal 1 luglio gli Organi di vigilanza AASSLL (PSAL) provvederanno ad avviare la seconda fase del progetto, quella di vigilanza. Questa fase prevede la richiesta di documentazione aziendale mediante l’invio di specifiche schede di controllo, da parte delle PSAL, ad un numero rappresentativo di aziende.

Le aziende che saranno oggetto del controllo sul rispetto delle cogenze normative dovranno provvedere alla restituzione agli Organi di vigilanza AASSLL di quanto loro richiesto entro 15 giorni dal ricevimento.

E’ stato chiesto alle Casse Edili, Scuole edili, Ance, Confindustria, CNA , Confartigianato, Ordini e Collegi professionali Geometri, Periti, Architetti e Ingegneri di collaborare per garantire sul territorio la più ampia informativa, provvedendo all’invio delle schede informative e di autocontrollo alle imprese edili, illustrando loro il percorso avviato e raccogliendo eventuali criticità o richieste di informazioni da portare all’attenzione delle AASSLL e degli altri Enti ispettivi.

F.A.Q.
1. QUANDO E’ PREVISTA LA DESIGNAZIONE DEL COORDINATORE DELLA SICUREZZA IN FASE DI
ESECUZIONE(C.S.E.)?
- Ai sensi dell’Art. 90 co. 4 D.Lgs. 81/08 il committente o il responsabile dei lavori nei
cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese esecutrici, anche non contemporanea ,
prima dell’affidamento dei lavori, designa il coordinatore per l’esecuzione dei lavori, in
possesso dei requisiti di cui all’articolo 98.
- La designazione del C.S.E. è necessaria anche nel caso in cui, dopo l’affidamento dei lavori a
un’unica impresa, l’esecuzione dei lavori o di parte di essi sia affidata a una o più imprese.
-
2. QUAL E’ LA FORMAZIONE MINIMA PREVISTA PER I LAVORATORI SECONDO ART. 37 COMMA
1 DEL D.LGS. 81/08 AI SENSI DELL’ACCORDO STATO REGIONI 21/12/2011?
- Formazione generale: 4 ore (formazione non soggetta ad aggiornamento);
- Formazione specifica (rischio alto settore ATECO 2002-2007 - costruzioni - F): 12 ore
(aggiornamento quinquennale di minimo 6 ore).
3. QUALI SONO I CONTENUTI MINIMI CHE DEVONO ESSERE OBBLIGATORIAMENTE PRESENTI AI
FINI DELLA VALIDITA’ DELL’ATTESTATO DI FORMAZIONE (DI CUI ALLA FAQ 2) SECONDO
ART.37 COMMA 1 DEL D.LGS. 81/08 AI SENSI DELL’ACCORDO STATO REGIONI 21/12/2011?
I requisiti minimi secondo A.S.R. 21/12/2011 punto 7, sono:
- Indicazione del soggetto organizzatore del corso;
- Normativa di riferimento;
- Dati anagrafici e mansione del lavoratore;
- Tipologia del corso seguito con indicazione del settore di riferimento (settore ATECO 2002-
2007 - costruzioni - F ) e numero di ore frequentate;
- Periodo di svolgimento del corso;
- Firma del soggetto organizzatore del corso.
4. CHI È IL LAVORATORE AUTONOMO?
L’art. 89 comma 1 lettera d) del D.Lgs. 81/08 definisce il lavoratore autonomo come:
“Persona fisica la cui attività professionale contribuisce alla realizzazione dell’opera senza
vincolo di subordinazione”. L’art. 2222 del Codice Civile individua il lavoratore autonomo
in colui che: "si obbliga a compiere verso un corrispettivo un'opera o un servizio, con lavoro
prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del
committente”.
Il lavoratore autonomo:
- si assume i rischi connessi alla propria prestazione lavorativa;
- non è soggetto al potere direttivo, organizzativo e disciplinare del committente;
- svolge autonomamente il lavoro utilizzando attrezzature in conformità alle disposizioni di
cui al Titolo III e adoperando dispositivi di protezione individuale, come previsto dell’art. 21
del D.Lgs. 81/08.
Nel caso in cui un lavoratore autonomo collabori con uno o più lavoratori autonomi cade la
natura della sua autonomia, si andrà, quindi, ad individuare colui che si configura come
“datore di lavoro di fatto” che sarà responsabile di tutti gli obblighi previsti per un’impresa.
5. QUALI SONO GLI ENTI CHE POSSONO SVOLGERE FORMAZIONE PER LA SICUREZZA SUL
LAVORO?
Sono organismi formativi, ovvero enti dotati di configurazione giuridica e finanziaria
autonoma che abbiano tra le proprie finalità la formazione, secondo quanto stabilito
dall’art.18 della L.R. n. 18/2009. Ogni regione pubblica e mantiene aggiornato un elenco
degli Enti accreditati per la formazione, per la Regione Liguria tale elenco è consultabile su:
https://www.regione.liguria.it/homepage/scuolaeformazione/
formazione/accreditamento-degli-organismi-formativi.html.
6. QUAL E’ LA FORMAZIONE OBBLIGATORIA PER IL LAVORATORE AUTONOMO IN EDILIZIA?
È prevista per la seguente tipologia di lavorazioni (elenco non esaustivo):
- Utilizzo D.P.I. di III° categoria (imbracatura - autorespiratori) – (art. 77 D.Lgs. 81/08);
- Spazi confinati (DPR 177/2011);
- Lavorazioni di bonifica materiali contenenti amianto (L. 27/03/1992 n.257);
- PES-PAV per i lavori sotto tensione (art. 82 D.Lgs. 81/08 – Norma tecnica CEI 11-27);
- Abilitazione macchine (ASR 22/02/2012- Allegato A - art 1).
7. QUAL E’ LA FORMAZIONE MINIMA PREVISTA PER GLI ADDETTI AL PRIMO SOCCORSO AI
SENSI DEL D.M. 388/2003?
Il datore di lavoro designa un numero sufficiente di addetti alle emergenze presenti in
cantiere.
Per il settore edilizia è prevista la seguente formazione:
- Formazione gruppo A oltre i cinque lavoratori : 16 ore (aggiornamento almeno triennale di
6 ore).
- Formazione gruppo B meno di cinque lavoratori : 12 ore (aggiornamento almeno triennale
di 4 ore).
8. COME E DA CHI DEVE ESSERE SVOLTA LA FORMAZIONE PER GLI ADDETTI AL PRIMO
SOCCORSO?
Sebbene sia previsto da un recente interpello la possibilità di svolgere la parte teorica del
corso in modalità e-learning, per quanto concerne la parte pratica, la formazione deve
essere svolta da personale medico. Nello svolgimento della parte pratica della formazione il
medico può avvalersi della collaborazione di personale infermieristico o di altro personale
specializzato.
9. QUAL E’ IL NUMERO MINIMO DI ADDETTI AL PRIMO SOCCORSO CHE DEVE ESSERE
DESIGNATO, FORMATO E PRESENTE IN CANTIERE?
La legge non stabilisce un numero minimo di addetti da designare, la decisione di quanti e
quali addetti nominare sarà presa dal DL in base alla realtà lavorativa. E’ da considerare che
può essere lo stesso addetto ad aver bisogno di assistenza: ne consegue che il numero
minimo di addetti è di due.
10. E’ OBBLIGATORIO L’ELENCO DELLE MACCHINE PRESENTI IN CANTIERE?
- Si, vige l’obbligo di conservare un elenco delle macchine presenti in cantiere secondo
allegato XV D.Lgs.81/08 (contenuti minimi del P.O.S. e del P.S.C.).
11. QUAL È LA FORMAZIONE PREVISTA PER I LAVORATORI ADDETTI ALL’USO DELLE MACCHINE
SECONDO ART.73 COMMA 5 DEL D.LGS. 81/08 AI SENSI DELL’ACCORDO STATO REGIONI
22/02/2012?
L’operatore addetto all’uso delle macchine deve, secondo l’art.73 comma 5 del d.lgs. 81/08 ed ai
sensi dell’accordo stato regioni 22/02/2012, possedere l’attestato di abilitazione. I contenuti e le
modalità della formazione sono riportati nel suddetto accordo, di seguito alcuni esempi:
PIATTAFORME DI LAVORO MOBILI
ELEVABILI ORE TEORIA ORE PRATICA ORE TOTALI
PLE con stabilizzatori 4 4 8
PLE senza stabilizzatori 4 4 8
PLE con e senza stabilizzatori 4 6 10
GRU A TORRE ORE TEORIA ORE PRATICA ORE TOTALI
Gru a rotazione in basso 8 4 12
Gru a rotazione in alto 8 4 12
Gru a rotazione in basso e alto 8 6 14
MACCHINE MOVIMENTO TERRA ORE TEORIA ORE PRATICA ORE TOTALI
Pale caricatrici frontali 4 6 10
12. QUALI SONO I CONTENUTI MINIMI CHE DEVONO ESSERE OBBLIGATORIAMENTE PRESENTI AI
FINI DELLA VALIDITA’ DELL’ATTESTATO DI ABILITAZIONE ALL’USO DELLE MACCHINE
SECONDO ART.73 COMMA 5 DEL D.LGS. 81/08 AI SENSI DELL’ACCORDO STATO REGIONI
22/02/2012?
I requisiti minimi secondo A.S.R. 22/02/2012 punto 5.3, sono:
- Denominazione del soggetto formatore;
- Dati anagrafici del partecipante al corso;
- Specifica della tipologia di corso seguito con indicazione del presente accordo e relativo monte ore
frequentato;
- Periodo di svolgimento del corso;
- Firma del soggetto formatore che a tal fine può incaricare anche il docente.
13. A QUALI ULTERIORI ACCERTAMENTI SANITARI DEVONO ESSERE SOTTOPOSTI I LAVORATORI
ABILTATI ALL’USO DELLE MACCHINE INSERITE NELL’ASR 22/02/2012?
Per tali lavoratori, oltre a quanto previsto dal protocollo sanitario relativo alla mansione specifica,
sono previsti accertamenti di:
- assenza di tossicodipendenza (come previsto dal DPR 309/1990 e dal Provvedimento 30/10/2007);
- assenza di alcol dipendenza (come previsto dall'art. 15 della Legge n. 125/01 e dal Provvedimento
16.03.2006), previsti non solo per i lavoratori addetti all’uso delle macchine ma anche per gli
addetti al comparto dell'edilizia e delle costruzioni e per tutte le mansioni che prevedono attività in
quota oltre i due metri di altezza.
Essi devono essere effettuati prima dell'assunzione in servizio e periodicamente in base al protocollo
sanitario.
14. QUALI SONO GLI OBBLIGHI DI CUI AL D. LGS. N. 81/2008 IN MATERIA DI SICUREZZA SUL
LAVORO A CARICO DELL’IMPRESA CHE FORNISCE A NOLEGGIO UNA ATTREZZATURA DI
LAVORO RIENTRANTE TRA QUELLE ELENCATE DALL’ A.S.R. 22/02/2012 E QUALI QUELLI DI CHI
LA PRENDE IN CONSEGNA?
La risposta al quesito discende dalla lettura degli articoli 71, 72 e 73 del citato D. Lgs. n.
81/2008, così come modificato ed integrato con il D. Lgs. 3/8/2009 n. 106, riguardanti gli
obblighi del datore di lavoro che mette a disposizione dei suoi lavoratori delle attrezzature di
lavoro e gli obblighi di chi noleggia o concede in uso le attrezzature medesime.
L’art. 71, contenente gli obblighi a carico del datore di lavoro, ha stabilito infatti al comma 7
che:
“7. Qualora le attrezzature richiedano per il loro impiego conoscenze o responsabilità particolari in
relazione ai loro rischi specifici, il datore di lavoro prende le misure necessarie affinché:
a) l'uso dell'attrezzatura di lavoro sia riservato ai lavoratori allo scopo incaricati che abbiano
ricevuto una informazione, formazione ed addestramento adeguati”.
L’art. 72 d’altro canto, che è riferito ai noleggiatori ed ai concedenti in uso delle attrezzature di
lavoro in generale, con il comma 2 ha stabilito che:
“ 2. Chiunque noleggi o conceda in uso attrezzature di lavoro senza operatore deve, al momento della
cessione, attestarne il buono stato di conservazione, manutenzione ed efficienza a fini di sicurezza.
Dovrà altresì acquisire e conservare agli atti per tutta la durata del noleggio o della concessione
dell'attrezzatura una dichiarazione del datore di lavoro che riporti l'indicazione del lavoratore o dei
lavoratori incaricati del loro uso, i quali devono risultare formati conformemente alle disposizioni del
presente titolo e, ove si tratti di attrezzature di cui all’articolo 73, comma 5, siano in possesso della
specifica abilitazione ivi prevista”.
15. COME VARIANO GLI OBBLIGHI IN BASE ALLA TIPOLOGIA DI NOLEGGIO (NOLO “A FREDDO” -
NOLO “A CALDO”)?
Si intende come nolo a caldo quello che si ha quando il noleggiatore dell’attrezzatura mette a
disposizione dell’utilizzatore anche l’operatore abilitato a condurre la stessa e come nolo a freddo
quello allorquando viene noleggiata la sola attrezzatura ed è invece l’utente a provvedere ad incaricare
un operatore per il suo utilizzo.
Nel caso di nolo a caldo gli obblighi di cui all’art. 71 e dell’art. 73 comma 4 del D. Lgs. n. 81/2008 e
s.m.i. sono a carico del noleggiatore che dovrà pertanto assicurarsi che l’uso dell’attrezzatura sia
affidato a lavoratori allo scopo incaricati e che abbiano ricevuto una informazione, formazione e
addestramento adeguati.
A carico del committente d’altro canto, nel caso che lo stesso sia un datore di lavoro e nel caso che
l’attrezzatura debba essere utilizzata nell’ambito della sua azienda o di una sua unità produttiva
scattano le disposizioni di cui all’art. 26 del D. Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. riguardante gli obblighi nel caso
dei contratti d’appalto.
Nel caso di nolo a freddo, invece, essendo affidato all’utente l’incarico di condurre l’attrezzatura gli
obblighi di informazione, formazione, addestramento ed abilitazione degli operatori sono a carico
dell’utente stesso mentre al noleggiatore, che ha pertanto provveduto a fornire la sola attrezzatura, si
applicano le disposizioni di cui al comma 2 dell’art. 72 sopra indicato. Sarà cura del noleggiatore, infatti,
o di chi concede in uso l’attrezzatura senza operatore, di attestare al momento della cessione il buono
stato di conservazione, manutenzione ed efficienza della stessa a fini della sicurezza. Lo stesso
noleggiatore dovrà altresì acquisire e conservare agli atti per tutta la durata del noleggio o della
concessione dell'attrezzatura una dichiarazione rilasciata dal datore di lavoro al quale è stata affidata
l’attrezzatura che riporti l'indicazione del lavoratore o dei lavoratori incaricati del loro uso.
16. QUANDO DEVE ESSERE NOMINATO DAL DATORE DI LAVORO IL MEDICO COMPETENTE?
- SEMPRE per l’edilizia
17. COSA È LA SORVEGLIAZA SANITARIA?
- La sorveglianza sanitaria è l’insieme degli atti medici, finalizzati alla tutela dello stato di salute e
sicurezza dei lavoratori, in relazione all’ambiente di lavoro, ai fattori di rischio professionali e alle
modalità di svolgimento dell’attività lavorativa, così come definito all’art. 2, lettera m del
D.Lgs.81/08.
- La sorveglianza sanitaria è effettuata dal medico competente e comprende:
a) visita medica preventiva intesa a constatare l'assenza di controindicazioni al lavoro cui il
lavoratore è destinato al fine di valutare la sua idoneità alla mansione specifica;
b) visita medica periodica per controllare lo stato di salute dei lavoratori ed esprimere il giudizio di
idoneità alla mansione specifica. La periodicità di tali accertamenti, qualora non prevista dalla relativa
normativa, viene stabilita, di norma, in una volta l'anno. Tale periodicità può assumere cadenza
diversa, stabilita dal medico competente in funzione della valutazione del rischio. L'organo di vigilanza,
con provvedimento motivato, può disporre contenuti e periodicità della sorveglianza sanitaria
differenti rispetto a quelli indicati dal medico competente;
c) visita medica su richiesta del lavoratore, qualora sia ritenuta dal medico competente correlata ai
rischi professionali o alle sue condizioni di salute, suscettibili di peggioramento a causa dell'attività
lavorativa svolta, al fine di esprimere il giudizio di idoneità alla mansione specifica;
d) visita medica in occasione del cambio della mansione onde verificare l'idoneità alla mansione
specifica;
e) visita medica alla cessazione del rapporto di lavoro nei casi previsti dalla normativa vigente.
18. COSA SONO I CERTIFICATI DI IDONEITÀ ALLA MANSIONE?
Il medico competente, sulla base delle risultanze delle visite mediche della sorveglianza sanitaria,
esprime uno dei seguenti giudizi relativi alla mansione specifica (art. 41 co.6 D.Lgs. 81/08):
a) idoneità;
b) idoneità parziale, temporanea o permanente, con prescrizioni o limitazioni;
c) inidoneità temporanea;
d) inidoneità permanente.
Dei giudizi il medico competente informa per iscritto il datore di lavoro e il lavoratore.
19. QUANDO DEVE ESSERE NOMINATO DAL DATORE DI LAVORO IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO
DI PREVENZIONE E PROTEZIONE (R.S.P.P.)?
- SEMPRE. E’ un obbligo non delegabile del datore di lavoro, cioè puoi farlo esclusivamente lui.
Nella società in nome collettivo (SNC) tutti i soci rispondono solidalmente e illimitatamente per le
obbligazioni sociali (2291 codice civile), di conseguenza le contravvenzioni a carico del Datore di
Lavoro tra cui la mancata nomina dell’RSPP, gravano altresì su tutti i soci.
20. QUALI SONO I CONTENUTI MINIMI CHE DEVONO ESSERE OBBLIGATORIAMENTE PRESENTI AI
FINI DELLA VALIDITA’ DELL’ATTESTATO DI FORMAZIONE PER RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI
PREVENZIONE E PROTEZIONE INTERNO O ESTERNO (RSPP NON DATORE DI LAVORO)?
Per quanto concerne la formazione del R.S.P.P. secondo A.S.R. 07/07/2016 i moduli da
frequentare sono:
- Modulo A: 28 ore (credito permanente)
- Modulo B(generico + specifico B-SP2): 48 +16 ore (aggiornamento 40 ore nel quinquennio)
- Modulo C: 24 ore (credito permanente)
I requisiti minimi (punto 11 – ASR 07/07/2016) degli attestati sono:
- Denominazione del soggetto formatore;
- Dati anagrafici del partecipante al corso;
- Specifica della tipologia di corso seguito con indicazione del corso frequentato e indicazione della
durata (nel Modulo B specificare se comune e/o di specializzazione)
- Periodo di svolgimento del corso;
- Firma del soggetto formatore che a tal fine può incaricare anche il docente.
21. GLI ATTESTATI DI FORMAZIONE PER RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E
PROTEZIONE EFFETTUATI PRIMA DEL 2016 (A.S.R. 07/07/2016) SONO VALIDI?
I corsi di formazione effettuati prima del 2016 secondo Accordo Stato Regioni 26/01/2006 che per il
settore ATECO di riferimento edilizia (ATECO 3) prevedeva un corso di 112 ore e gli attestati degli
esonerati alla partecipazione dei Moduli A e B secondo Tabella A4 del suddetto accordo, sono ad oggi
validi se è stato regolarmente e costantemente effettuato l’aggiornamento quinquennale di 60 ore fino
all’emanazione del presente A.S.R. che prevede invece un aggiornamento, sempre quinquennale, ma di
sole 40 ore.
22. QUALI SONO I CONTENUTI MINIMI CHE DEVONO ESSERE OBBLIGATORIAMENTE PRESENTI AI
FINI DELLA VALIDITA’ DELL’ATTESTATO DI FORMAZIONE PER RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI
PREVENZIONE E PROTEZIONE DATORE DI LAVORO?
Per quanto concerne la formazione del Datore di lavoro/ R.S.P.P. secondo A.S.R.
21/12/2011 punto 5 il modulo da frequentare è:
- Rischio Alto: 48 ore (aggiornamento quinquennale di minimo 14 ore).
I requisiti minimi (punto 6 – ASR 21/12/2011) degli attestati sono:
- Denominazione del soggetto formatore;
- Normativa di riferimento;
- Specifica della tipologia di corso seguito con indicazione del settore di riferimento e relativo monte
ore frequentato ;
- Dati anagrafici del partecipante al corso;
- Periodo di svolgimento del corso;
- Firma del soggetto formatore che a tal fine può incaricare anche il docente.
23. GLI ATTESTATI DI FORMAZIONE PER RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PREVENZIONE E
PROTEZIONE - DATORE DI LAVORO EFFETTUATI PRIMA DEL 2011 (A.S.R. 21/12/2011) SONO
VALIDI?
Secondo quanto sancito dall’Accordo Stato Regioni 21/12/2011, per il mantenimento del titolo vige
l'obbligo di aggiornamento quinquennale (14 ore per il settore edilizia) e si applica anche a coloro che
abbiano frequentato i corsi di cui all'articolo 3 del decreto ministeriale 16 gennaio 1997 e agli esonerati
dalla frequenza dei corsi, ai sensi dell'art. 95 del D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626. Per gli esonerati
appena richiamati il primo termine dell'aggiornamento individuato in 24 mesi dalla data di
pubblicazione del suddetto accordo.
Ne consegue che, pena la perdita del titolo, il limiti fissati dall’ A.S.R. 21/12/2011 per effettuare
l’aggiornamento sono:
- Entro il 11/01/2014 per gli esonerati dalla frequenza dei corsi, ai sensi dell'art. 95 del D.Lgs. 626/94.
- Entro il 11/01/2017 per coloro che abbiano frequentato i corsi di cui all'articolo 3 del D.M.
16/01/97.
24. QUANDO DEVE ESSERE ELETTO DAI LAVORATORI IL RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER
LA SICUREZZA (R.L.S.)?
- SEMPRE.
25. QUAL E’ LA FORMAZIONE MINIMA PREVISTA PER IL RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER
LA SICUREZZA (R.L.S.)??
- CORSO BASE 32 ORE (ART.37 D.LGS. 81/08);
- CORSO AGGIORNAMENTO RLS PER AZIENDE FINO A 50 DIPENDENTI - 4 ORE ANNUALI (ART.37
D.LGS. 81/08);
- CORSI AGGIORNAMENTO RLS PER AZIENDE CON PIU' DI 50 DIPENDENTI - 8 ORE ANNUALI (ART.37
D.LGS. 81/08);
F. A. Q.
MACCHINE
1. DA QUANDO E’ OBBLIGATORIA LA MARCATURA CE DELLE MACCHINE?
L’obbligo vige dal 21 settembre 1996, data di entrata in vigore del D.P.R. 24/7/1996 n. 459
di recepimento della prima Direttiva macchine in Italia.
2. QUALE NORMATIVA E’ ATTUALMENTE VIGENTE IN MATERIA DI DIRETTIVA
MACCHINE?
Dal 6/3/2010 è in vigore il D.Lgs. 27/1/2010 n. 17, recepimento della nuova “Direttiva
macchine” 2006/42/CE, che ha abrogato il D.P.R. 459/96, fatta salva la residua
applicabilità delle disposizioni transitorie di cui all’art. 11, commi 1 e 3, del medesimo
decreto.
3. QUALE DOCUMENTAZIONE DEVE CORREDARE UNA MACCHINA MARCATA
‘CE’?
Una macchina marcata ‘CE’ deve essere corredata della seguente documentazione:
· Dichiarazione CE di conformità
· Manuale d’uso e manutenzione
· Fascicolo tecnico
[Art. 3, c. 3, D.Lgs. 17/10]
4. CHE COSA SI INTENDE DEVE CONTENERE LA TARGA DI PER MARCATURA
DELLA MACCHINA IN BASE ALLA DIRETTIVA MACCHINE?
Devono essere presenti, in modo visibile, leggibile e indelebile, almeno le seguenti
indicazioni:
· ragione sociale e indirizzo completo del fabbricante e, se del caso, del suo
mandatario
· designazione della macchina
· marcatura “CE”
· designazione della serie o del tipo
· eventualmente, numero di serie
· anno di costruzione (anno in cui si è concluso il processo di fabbricazione)
[All.I, p.to 1.7.3, D.Lgs. 17/10]
5. LE ISTRUZIONI PER L’USO DI UNA MACCHINA IN QUALE LINGUA DEVONO
ESSERE REDATTE?
Ogni macchina deve essere accompagnata da istruzioni nella o nelle lingue comunitarie
ufficiali dello stato membro in cui la macchina è immessa sul mercato e/o messa in
servizio. Devono essere istruzioni originali oppure una traduzione delle istruzioni generali;
in tale caso alla traduzione deve essere allegata una copia delle istruzioni originali.
[All.I, p.to 1.7.4, D.Lgs. 17/10]
6. COSA DEVE FARE CHI ACQUISTA UNA ATTREZZATURA DI LAVORO
SOLLEVAMENTO COSE O PERSONE NUOVA CHE RIENTRA NELL’ELENCO
PREVISTO DALL’ALLEGATO VII DEL D.LGS. 81/08?
Deve effettuare la comunicazione di messa in servizio dell’attrezzatura in questione al
dipartimento INAIL territorialmente competente (riferito alla sede dell’azienda proprietaria)
e successivamente sottoporla alla prima verifica periodica e alle successive in base alla
periodicità prevista dall’Allegato VII. [Art. 2 e All. I, p.to 5.1.1, D.M. 11/4/11] [Art. 71, c. 11,
D.Lgs. 81/08]
7. COSA SIGNIFICA SE UN’ATTREZZATURA DI LAVORO RIENTRA TRA QUELLE
PREVISTE DALL’ALLEGATO VII DEL D.LGS. 81/08?
Il datore di lavoro proprietario dell’attrezzatura deve provvedere, oltre a denunciarne la
mesa in servizio al dipartimento INAIL territorialmente competente, a sottoporla alla prima
verifica periodica e alle successive in base alla periodicità prevista dall’Allegato VII.
[Art. 2 e All. II, p.to 5, D.M. 11/4/11] [Art. 71, c. 11, D.Lgs. 81/08]
SI PUO’ INGLOBARE TUTTO IN UNA UNICA DOMANA (LA 6)
8. QUANDO E A CHI BISOGNA RICHIEDERE LA PRIMA VERIFICA PERIODICA?
La prima verifica periodica, che scade in base alla periodicità fissata dall’Allegato VII del
D.Lgs. 81/08 (a partire dalla denuncia di messa in servizio), bisogna richiederla al
dipartimento INAIL territorialmente competente che vi provvede, direttamente o col
supporto di soggetti pubblici o privati abilitati e iscritti nell’ apposito elenco ministeriale e
regionale, nel termine di quarantacinque giorni dalla richiesta.
[Art. 71, c. 11, D.Lgs. 81/08]
9. COSA SUCCEDE SE L’INAIL NON EFFETTUA LA PRIMA VERIFICA ENTRO I 45
GIORNI PREVISTI DALLA NORMATIVA?
Se l’Inail non può provvedere alla prima verifica nei termini di quarantacinque giorni
provvede a comunicare al datore di lavoro ed al soggetto abilitato, già indicato nella
richiesta di prima verifica dal datore di lavoro, di provvedere alla prima verifica nei termini
previsti. Alla Trascorso inutilmente il termine previsto, il datore di lavoro può avvalersi di
soggetti pubblici o privati abilitati e iscritti nell’ apposito elenco ministeriale e regionale
(D.Lgs. 81/08).
[Art. 71, c. 11, D.Lgs. 81/08]
10. DA CHI SONO EFFETTUATE LE VERIFICHE PERIODICHE SUCCESSIVE ALLA
PRIMA?
Il datore di lavoro può rivolgersi indifferentemente a soggetti pubblici (ARPAL) o privati
abilitati e iscritti nell’ apposito elenco ministeriale e regionale oppure all’ARPAL, inoltrando
formale richiesta almeno trenta giorni prima della scadenza del relativo termine,
comunicando il luogo presso il quale è disponibile l’attrezzatura per l’esecuzione delle
stesse.
[Art. 2 e All. II, p.to 5, D.M. 11/4/11] [Art. 71, c. 11, D.Lgs. 81/08]
11. SE L’EFFETTUAZIONE DELLA VERIFICA PERIODICA SUPERA LA PERIODICITA’
PREVISTA DALL’ALLEGATO VII DEL D.LGS. 81/08 IL DATORE DI LAVORO CHE HA
INOLTRATO LA STESSA PRIMA DELLA SCADENZA DEI TERMINI PUO’ RITENERSI
SOLLEVATO DALLE RESPONSABILITA’ RELATIVE ALL’USO DI QUELLA
ATTREZZATURA DI LAVORO? PUO’ ESSERE DIRIMENTE PER IL DATORE DI
LAVORO AVERE INOLTRATO LA RICHIESTA PRIMA DELLA SCADENZA?
No, il datore di lavoro è responsabile del rispetto della scadenza prevista dall’Allegato VII e
per questo l’inoltro della richiesta deve avvenire con congruo anticipo (almeno trenta
giorni); in ogni caso il soggetto privato abilitato o ARPAL devono eventualmente
comunicare tempestivamente l’impossibilità di effettuare la verifica al fine di permettere al
richiedente di potersi rivolgere ad altro soggetto nel rispetto dei tempi a disposizione.
[Art. 71, c. 11, D.Lgs. 81/08]
12. QUALI OBBLIGHI HA IL DATORE DI LAVORO QUANDO INSTALLA
UN’ATTREZZATURA DI LAVORO MARCATA ‘CE’?
Deve seguire rispettare quanto previsto dal costruttore nel manuale d’uso e manutenzione
al fine di garantire la corretta installazione.
[Art 71, comma 4, lett. a, p.to 1, e All. VI D.Lgs. 81/08]
13. E’ POSSIBILE UTILIZZARE UN’ATTREZZATURA DI LAVORO PRIVA DI
MARCATURA ‘CE’?
Sì, purché rispetti i requisiti generali di sicurezza previsti nell’Allegato V del D.Lgs. 81/08
se immessa sul mercato in assenza di Direttive di prodotto o prima dell’entrata in vigore
delle Direttive applicabili.
[All. VI D.Lgs. 81/08]
14. COSA E’ IL REGISTRO DI CONTROLLO DI UN’ATTREZZATURA DI LAVORO?
E’ il documento, richiamato dall’Allegato I del D.Lgs. 17/10, previsto per le attrezzature di
sollevamento di carichi, fornito dal costruttore ovvero il suo contenuto richiamato nelle
istruzioni d’uso dell’attrezzatura, che il datore di lavoro deve avere cura di tenere ed
aggiornare.
[Art. 71, comma 4, lett. b, D.Lgs. 81/08] [All. I, p.to 4.4.2, lett.b, D.Lgs. 17/10]
15. I CONTROLLI PERIODICI E STRAORDINARI DI UN’ATTREZZATURA DI LAVORO
OGNI QUANTO DEVONO ESSERE EFFETTUATI DAL DATORE DI LAVORO?
In base alle indicazioni fornite dal fabbricante, ovvero dalle norme di buona tecnica, o in
assenza di queste ultime, desumibili dai codici di buona prassi; tali controlli devono essere
effettuati da persona competente; i risultati devono essere riportati per iscritto e, almeno
quelli relativi agli ultimi tre anni, devono essere conservati e tenuti a disposizione degli
organi di vigilanza.
[Art. 71, c. 8 e 9, D.Lgs. 81/08]
16. IN COSA CONSISTONO I CONTROLLI STRAORDINARI DI UN’ATTREZZATURA DI
LAVORO?
Sono controlli volti a garantire il mantenimento di buone condizioni di sicurezza ogni volta
che intervengano eventi eccezionali che possano avere conseguenze pregiudizievoli per
la sicurezza delle attrezzature di lavoro, quali riparazioni, trasformazioni, incidenti,
fenomeni naturali o periodi prolungati di inattività.
[Art. 71, c.a 8, lett. b, p.to 2, c. 9, D.Lgs. 81/08]
17. IN COSA CONSISTE L’ABILITAZIONE ALLA CONDUZIONE DI UN
’ATTREZZATURA DI LAVORO (APPARECCHIO DI SOLLEVAMENTO COSE O
PERSONE ECC…)?
E’ un attestato, conseguito dopo la frequenza di un corso teorico-pratico e il superamento
di verifiche intermedie e finali, che certifica il possesso dei requisiti di un qualunque
operatore (datore di lavoro, lavoratore autonomo, lavoratore subordinato o ad esso
equiparato) per condurre un’attrezzatura di lavoro rientrante in quelle previste secondo
dall’Accordo Stato – Regioni del 22/2/12 (piattaforme di lavoro mobili elevabili, gru a torr,
gru mobili gru su autocarro, carrelli elvatori, trattori agricoli o forestali, macchine
movimento terra, pompe percalcestruzzo) .
[Artt. 71, c. 7, lett. a, 73, c. 1 e 4, D.Lgs. 81/08]
18. COSA SUCCEDE SE INAIL O UN SOGGETTO PUBBLICO O PRIVATO ABILITATO
RILASCIA UN VERBALE DI VERIFICA PERIODICA NEGATIVO?
Lo deve comunicare all’organo di vigilanza (ASL) competente per territorio per i
provvedimenti del caso, senza escludere inoltre l’ipotesi di non rispondenza ai requisiti
essenziali di sicurezza (RES) con il conseguente iter previsto; l’attrezzatura non può
comunque essere utilizzata fintantoché l’esito della verifica periodica non risulti positivo.
[Art. 2 e All. II, p.ti 3.1.4 e 3.2.2, D.M. 11/4/11] [Artt. 70 e 7, D.Lgs. 81/08]
19. COSA SI INTENDE PER INDAGINE SUPPLEMENTARE DI UN’ATTREZZATURA DI
LAVORO E QUANDO VIENE EFFETTUATA?
E’ un’attività finalizzata ad individuare eventuali vizi, difetti o anomalie, prodottisi
nell’utilizzo dell’attrezzatura di lavoro nonché a stabilire la vita residua in cui la macchina
potrà ancora operare in condizioni di sicurezza con le eventuali relative nuove portate
nominali e si applica ad alcune attrezzature di lavoro che rientrano nell’Allegato VII del
D.Lgs. 81/08 e quindi soggette alle verifiche periodiche, messe in esercizio da oltre 20
anni.
[Art. 2,c. 2, Allegato II Punto 2 lett.c D.M. 11/4/11] [Artt. 71, c. 8, lett. b, p.to 1, lett. c, e 9,
D.Lgs. 81/08]
20. A QUALI OBBLIGHI E’ SOGGETTO IL DATORE DI LAVORO CHE UTILIZZA
UN’ATTREZZATURA SOGGETTA A SMONTAGGIO E SUCCESSIVO MONTAGGIO IN
UN NUOVO CANTIERE?
Deve provvedere, secondo le indicazioni fornite dal fabbricante, ovvero dalle norme di
buona tecnica, o in assenza di queste ultime, desumibili dai codici di buona prassi, a
sottoporre ad un controllo iniziale, dopo l’installazione e prima della messa in esercizio, e
ad un controllo dopo ogni montaggio in un nuovo cantiere o in una nuova località
d’impianto, al fine di assicurarne l’installazione corretta e il buon funzionamento; tali
controlli devono essere effettuati da persona competente; i risultati devono essere riportati
per iscritto e, almeno quelli relativi agli ultimi tre anni, devono essere conservati e tenuti a
disposizione degli organi di vigilanza.
[Art. 71, c. 8, lett. a - c, c. 9, D.Lgs. 81/08]
21. CHE TIPO DI FUNI E CATENE DEVONO ESSERE SOTTOPOSTE A CONTROLLO
DA PARTE DEL DATORE DI LAVORO?
La tipologia “funi e catene” è richiamata al p.to 3.1.2 dell’Allegato VI del D.Lgs. 81/08 per
la quale è previsto un controllo trimestrale in mancanza di specifica indicazione da parte
del costruttore; riguardando il paragrafo 3 del citato allegato le attrezzature che servono a
sollevare e movimentare carichi si desume che la periodicità indicata riguardi
esclusivamente tale modalità d’uso. Peraltro funi e catene sono ricomprese nella
definizione di “macchine” ai sensi del D.Lgs. 17/10 come “accessorio di sollevamento” (Art.
2, comma 2, lett. d, inteso di solito come un elemento interposto tra macchina e carico o
simile) o come “catene, funi e cinghie” (Art. 2, comma 2, lett. e, inteso invece come parte
integrante di macchine per il sollevamento o di accessori di sollevamento), di
conseguenza valgono anche i requisiti previsti al capo 4 dell’All. I del D.Lgs. 17/10.
Tuttavia va ricordato che catene, funi e cinghie progettate a fini diversi dal sollevamento
non sono disciplinate dalla Direttiva macchine in quanto tali (Guida all’applicazione della
Direttiva Macchine - luglio 2017) ma comunque sono inquadrabili nella definizione di
attrezzatura di lavoro (…componenti…) di cui all’art. 69, comma 1, lett. a, del D.Lgs. 81/08
e come tali soggette ad un obbligo preciso di manutenzione, a prescindere.
[Art. 71, comma 4, lett. a, p.to 2]
IMPIANTI ELETTRICI
22. COME VIENE EFFETTUATA LA DENUNCIA DELL’IMPIANTO ELETTRICO DI
MESSA ATERRA O DI UN DISPOSITIVO DI PROTEZIONE CONTRO LE SCARICHE
ATMOSFERICHE IN UN CANTIERE?
Tramite l’invio della dichiarazione di conformità, rilasciata dall’installatore, alla ASL e
all’INAIL territorialmente competente oppure unicamente allo Sportello Unico per le attività
produttive del Comune (se attivato), entro trenta giorni dalla messa in esercizio
dell’impianto.
[Art. 2, c. 2, D.P.R. 462/01] [D.D.Reg. 1395/2003] [Art. 86, c. 1, D.Lgs. 81/01]
23. QUALI SOGGETTI SONO OBBLIGATI ALLA DENUNCIA DELL’IMPIANTO
ELETTRICO DI MESSA ATERRA DI UN CANTIERE?
Ogni datore di lavoro in presenza di lavoratori subordinati o ad essi equiparati.
24. CHI EFFETTUA L’OMOLOGAZIONE DI UN IMPIANTO ELETTRICO DI MESSA A
TERRA O DI UN DISPOSITIVO DI PROTEZIONE CONTRO LE SCARICHE
ATMOSFERICHE IN UN CANTIERE?
L’impresa installatrice con il rilascio della dichiarazione di conformità.
[Art. 2, c. 1, D.P.R. 462/01]
25. OGNI QUANTO E DA CHI BISOGNA FARE EFFETTUARE LE VERIFICHE
PERIODICHE DI UN IMPIANTO ELETTRICO DI MESSA A TERRA O DI UN
DISPOSITIVO DI PROTEZIONE CONTRO LE SCARICHE ATMOSFERICHE IN UN
CANTIERE?
Ogni due anni il datore di lavoro deve chiedere la verifica periodica ad ARPAL o ad
organismi individuati dal Ministero dello sviluppo economico.
[Art. 4, c. 1 e 2, D.P.R. 462/01] [Art. 86, c. 3, D.Lgs. 81/01]
26. PUO’ IL DATORE DI LAVORO RIVOLGERSI ALLA DITTA INSTALLATRICE PER
EFFETTUARE LE VERIFICHE PERIODICHE (D.P.R. 462/01)?
No, deve rivolgersi unicamente ad ARPAL oppure ad Organismi abilitati (iscritti nell’elenco
degli organismi abilitati dal Ministero dello Sviluppo Economico); l’installatore può soltanto
effettuare verifiche ordinarie rientranti nella manutenzione dell’impianto.
[Art. 4, c. 2, D.P.R. 462/01]
27. E’ OBBLIGATORIO IL PROGETTO DELL’IMPIANTO ELETTRICO IN UN CANTIERE
EDILE?
No, in base a quanto previsto dall’art. 10, comma 2, D.M. 37/2008.
28. QUALI ALTRE COMUNICAZIONI DEVE EFFETTUARE IL DATORE DI LAVORO IN
MERITO AGLI IMPIANTI ELETTRICI?
Deve comunicare tempestivamente all’INAIL e alle ASL o all’ ARPAL competenti per
territorio, la cessazione dell’esercizio, le modifiche sostanziali preponderanti e il
trasferimento o spostamento degli impianti.
[Art. 8, c. 1, D.P.R. 462/01] [D.D.Reg. 1395/2003]
29. COSA SI INTENDE PER MODIFICHE SOSTANZIALI DI UN IMPIANTO
ELETTRICO?
Possono essere, ad esempio, le variazioni della categoria d’impianto o della tensione di
alimentazione, un aumento di potenza che comporti una modifica preponderante del
quadro generale o della cabina di trasformazione, una modifica del sistema elettrico o del
sistema di protezione contro i contatti indiretti (se tale modifica interessa tutto l’impianto), il
cambio di destinazione d’uso che richieda l’applicazione di una norma tecnica a rischio
specifico (ad esempio locali ad uso medico), ecc.
30. E’ OBBLIGATORIO IL DISPOSITIVO DI PROTEZIONE CONTRO LE SCARICHE
ATMOSFERICHE SU UNA GRU A TORRE?
Dipende dagli esiti della valutazione dei rischi da fulminazione, obbligatoria per il D.Lgs.
81/08, condotta in base alle Norme CEI 81-10: se la struttura non risulta autoprotetta
occorre installare il dispositivo con relativa denuncia e verifica periodica (come nel caso di
impianto elettrico di messa a terra); se risulta autoprotetta non occorre fare nulla.
[Art. 84, c. 1, D.Lgs. 81/01]
31. SE NON VIENE REALIZZATO L’IMPIANTO DI MESSA A TERRA PER MOTIVI
TECNICI MA COMUNQUE VENGONO RISPETTATI I REQUISITI DI PROTEZIONE
CONTRO I CONTATTI INDIRETTI PREVISTI DALLE NORME CEI APPLICABILI, IL
DATORE DI LAVORO DEVE INVIARE COMUNQUE LA DICHIARAZIONE DI
CONFORMITA’ ALL’INAIL E ALL’ASL OVVERO ALLO SPORTELLO UNICO?
No, perché non esistendo l’impianto elettrico di messa a terra non c’è obbligo di denuncia.
32. L’INSTALLATORE ALLA FINE DELLA REALIZZAZIONE DI UN IMPIANTO
ELETTRICO DEVE ANCHE VERIFICARLO?
Sì, è previsto sia dal D.M. 37/08 che dal D.P.R. 462/01 e risulta nella dichiarazione di
conformità evidenziando le voci corrispondenti.
[Art, 2 c. 1 D.P.R. 462/01] [Art, 7 c. 1 D.M. 37/08]
33. SE L’IMPIANTO ELETTRICO E’ REALIZZATO IN UN LUOGO DI LAVORO
DIVERSO DAL CANTIERE EDILE, OGNI QUANTO DEVONO EFFETTUARSI LE
VERIFICHE PERIODICHE?
La periodicità è sempre biennale nel caso di locali ad uso medico, negli ambienti a
maggior rischio in caso d’incendio e nei luoghi con pericolo d’esplosione; in tutti gli altri
casi la periodicità è quinquennale; le verifiche sono effettuate sempre da ARPAL oppure
da Organismi abilitati, su richiesta da parte del datore di lavoro.
[Artt. 4, c. 1, 6, c. 1, D.P.R. 462/01] [Art. 86, c. 3, D.Lgs. 81/01]
34. IN CASO DI IMPIANTO ELETTRICO REALIZZATO IN LUOGO CON PERICOLO DI
ESPLOSIONE E’ LO STESSO INSTALLATORE CHE LO DEVE OMOLOGARE
MEDIANTE LA DICHIARAZIONE DI CONFORMITA’?
No, la dichiarazione di conformità rilasciata dall’installatore vale solo come verifica e
l’omologazione deve essere effettuata dalla ASL (che si avvale di ARPAL) territorialmente
competente.
[Art. 5, c. 4, D.P.R. 462/01] [Art. 86, c. 1, D.Lgs. 81/01]
35. A CHI DEVE ESSERE DENUNCIATO UN IMPIANTO ELETTRICO IN LUOGO CON
PERICOLO DI ESPLOSIONE?
Unicamente alla ASL competente per territorio mediante invio della dichiarazione di
conformità entro trenta giorni dalla messa in esercizio dell’impianto.
[Art. 5, c. 3, D.P.R. 462/01] [D.D.Reg. 1395/2003] [Art. 86, c. 1, D.Lgs. 81/01]
36. COSA SUCCEDE IN CASO DI VERIFICA PERIODICA CON ESITO NEGATIVO?
Occorre procedere ad una verifica straordinaria come previsto dal D.P.R. 462/01; il tecnico
verificatore che ha redatto il verbale deve comunicarne l’esito negativo all’organo di
vigilanza competente per territorio (ASL) territorio per i provvedimenti del caso.
37. DA CHI DEVE ESSERE FIRMATA LA DICHIARAZIONE DI CONFORMITA’
DELL’IMPIANTO?
Deve essere firmata dal dichiarante e dal responsabile tecnico.
38. COME DEVE ESSERE REDATTA LA DICHIARAZIONE DI CONFORMITA’
DELL’IMPIANTO?
L’installatore può redigere in proprio la dichiarazione di conformità purché rispetti i
contenuti previsti dal D.M. 19/5/2010, che ha modificato gli allegati al decreto 22/1/2008, n.
37, concernente il regolamento in materia di attività di installazione degli impianti all’interno
degli edifici.
[Art. 7, c. 1, D.M. 37/08]
39. QUANDO SI PUO’ REDIGERE LA DICHIARAZIONE DI RISPONDENZA DI UN
IMPIANTO
La dichiarazione di rispondenza può essere redatta nel caso di un impianto di cui non sia
più reperibile la dichiarazione di conformità a condizione che detto impianto sia stato
realizzato prima dell’entrata in vigore del D.M. 37/08, cioè prima del 27/3/08.
[Art. 7, c. 6, D.M. 37/08]